Nel lacrosse lo stipendio medio è di 10000 dollari l'anno, gli atleti non se li caga nessuno, e magari tra di loro ci sono delle "storie" altrettanto coinvolgenti. Magari uno di loro oggi muore altrettanto, magari dopo aver dato tutto, dopo aver sputato sangue per diventare qualcuno nel suo "campo". Mi direte "davanti a un morto fai questo discorso?" .

No io rispetto il giocatore. Forse rispetto persino l'uomo (nonostante i "difetti"), ché tutti santi e sempre santi nella vita... quanti sono? Per carità...

Ma quando percepisco questi fenomeni di isteria collettiva penso a San Giuda, patrono delle cause perse, nozione peraltro appresa in un film, neanche tanto bello a dire il vero. Penso a Sepulveda, penso agli assembramenti che causeranno centinaia di morti, penso agli infermieri, e penso ai ricercatori che, contrattualizzati in modo precario per una vita, di gol altrettanto spettacolari ne segnano (e ne segneranno), anche se non se ne accorgerà nessuno... E quindi, per quanto possa dispiacermi la morte di un grande campione, mi riprometto di seguire maggiormente il lacrosse.