Durante le vacanze natalizie mi sono preso uno stacco dalla scrittura e mi sono un po’ alienato… lo confesso pubblicamente e pubblicamente mi scuso con chi mi stava intorno. Il fatto è che ho avuto un’intuizione, e, come sempre accade ho voluto approfondire, disegnare, calcolare (nel limite delle mie capacità). L’intuizione del caso ha riguardato un collegamento tra una nozione di geologia (la capacità del suolo di dissipare calore mantenendo, in estate, anche a poca profondità, una bassa temperatura), ed una nozione “tecnica” su un oggetto che si chiama “condensatore di umidità” con cui è possibile estrarre l’acqua dall’aria umida.  Su questi condensatori (di cui si può ampiamente leggere in rete), mi sono reso conto, non si è mai lavorato “ingegnerizzando” in modo non elettronico e non elettrico, la sottrazione di calore all’aria che è necessaria per far condensare l’acqua. Ora, l’acqua è diventata di recente un titolo borsistico “future”, cioè ci sono attualmente delle persone che scommettono contro l’idea di “acqua bene universale” e, dal momento che con il condensatore che ho in mente si può ricavare acqua potabile, questa faccenda del mio alienante passatempo natalizio, assume un qualche valore politico.