“I fisici” è un dramma dell’autore svizzero Friedrich Dürrenmatt . Scritto nel 1961 ed allestito per la prima volta allo Schauspielhaus di Zurigo, il testo è stato rimaneggiato dallo scrittore nel 1980. I personaggi principali del dramma sono tre fisici che vivono come pazienti in una clinica psichiatrica. Uno di essi, Möbius,  ha fatto una scoperta che implica il pericolo della distruzione del mondo e, per prevenire un uso sbagliato della sua scoperta, si è finto pazzo e si è rifugiato in una clinica psichiatrica.

Uno dei temi principali è dunque quello delle responsabilità della scienza nella nostra civiltà ed i rischi delle strumentalizzazioni politiche. I fisici, che sono spesso classificati come personaggi tragicomici e grotteschi, rappresentano anche la poetica drammatica di  Dürrenmatt, secondo il quale la storia, innescata da un avvenimento casuale, deve sempre evolversi nel peggior modo possibile. Molto rappresentato in Germania, Svizzera ed Austria, è uno dei più grandi successi teatrali in lingua tedesca degli ultimi sessant’anni.

I tre fisici fingono di essere malati di mente, ognuno strategicamente rappresentando un inganno per l’altro. Ciò comporta che il dramma comprenda diverse “finzioni nella finzione”.

Svelate le vere identità dei personaggi (legate allo spionaggio internazionale), e dunque il movente di alcuni crimini da loro commessi, la vicenda sembra concludersi con un patto che dovrebbe scongiurare la distruzione del mondo. Tale patto però arriva troppo tardi: il capo medico del manicomio, la psichiatra, ha già sottratto tutti i documenti pericolosi di Möbius, il protagonista. La dottoressa che vuole comandare il mondo (Mathilde von Zahnd) è l'unica realmente pazza, e fa seriamente sua la convinzione che in Möbius era solo il pretesto con cui si era finto pazzo, di agire per conto di re Salomone.

I fisici, restando ufficialmente etichettati come pazzi, rimarranno loro malgrado chiusi nel manicomio a causa dei loro crimini e non avranno più la possibilità di impedire il dominio sul pianeta da parte della loro psichiatra.

Uno degli aspetti che mi ha attratto di questo dramma, è stato quello della mistificazione, elemento che ha contribuito ad ispirare un mio testo, “Fake Othello” attualmente iscritto ad alcuni concorsi.

La scienza, di cui oggi abbiamo così disperatamente bisogno, è sempre stata oggetto di strumentalizzazioni politiche. Quali siano le implicazioni di questo fenomeno oggi che dipendiamo tanto fortemente dalle ditte farmaceutiche, e quali saranno nel prossimo futuro, è ancora in parte da comprendere.

A questo bisogna aggiungere le preoccupazioni sull'utilizzo dei crispr, ovvero la proteina cas9, scoperta recentissima, grazie alla quale si è finalmente in grado di rompere il DNA umano in un punto preciso ben stabilito, per operare correzioni e modifiche. Le applicazioni sono moltissime e vanno dalla cura dell'anemia falciforme, alla modifica degli organi animali per la costruzione di organi compatibili con l'essere umano al fine di facilitare i trapianti, alla cura della distrofia muscolare. I risvolti però non sono solo positivi: di recente, alcuni leader politici hanno ipotizzato l'utilizzo di queste tecniche genetiche per la costruzione di soldati capaci di non sentire dolore, è potenzialmente attuabile un'inversione del processo di invecchiamento, inoltre, esiste concretamente il rischio che, modificando il DNA nei gameti anziché nelle cellule dell'individuo adulto, la mutazione sia fissata nella progenie con il risultato, in teoria, di poter forzare dei salti evoluzionistici nella specie umana. Tutto questo, evidentemente pone dei quesiti etici enormi, e c'è da chiedersi quale sarà l'utilizzo "politico" e quindi strategico-militare di queste tecnologie, oltre che ovviamente, quanto sarà ristretta l'élite che potrà avere accesso a questi mezzi. 

Possiamo osservare che attualmente tra negazionismo, teorie del complotto, strumentalizzazione politica della scienza (e dei media), (presunta) strumentalizzazione scientifica (e chiaramente economico/finanziaria) della politica, vi sono in questo testo di sessanta anni fa , molti temi "attuali".

 Questo articolo ti è sembrato ben fatto? Se non hai già dato un’occhiata ai miei testi, puoi leggere il mio testo pluripremiato “L’attesa” al seguente link.